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blog di iniziativa culturale
24 agosto 2010
Serge Latouche - Breve trattato sulla decrescita serena

titolo:Breve trattato sulla decrescita serena
AUTORE: serge latouche
EDITORE: bollati boringhieri
ANNO: 2008
PAG: 135
4a: la decrescita non è la crescita negativa. Sarebbe me­glio parlare di "acrescita", così come si parla di atei­smo. D'altra parte, si tratta proprio dell'abbandono di una fede o di una religione (quella dell'economia, del progresso e dello sviluppo).
Se è ormai riconosciuto che il perseguimento indefini­to della crescita è incompatibile con un pianeta finito,le conseguenze (produrre meno e consumare meno) sono invece ben lungi dall'essere accettate. Ma se non vi sarà un'inversione di rotta, ci attende una catastrofe ecologica e umana. Siamo ancora in tempo per imma­ginare, serenamente, un sistema basato su un'altra logica: quella di una "società di decrescita"».
Serge Latouche



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23 agosto 2010
Aa.Vv. - Il ventennio in celluloide

 

Titolo: Il ventennio in celluloide
AUTORE: Alberto rosselli Bruno PAMPALONI
EDITORE: SETTIMO SIGILLO
ANNO: 2005
PAG: 234
4a: Con questo saggio non si è preteso fare della critica cinematografica.
Lo scopo di questa pubblicazione, a carattere prettamente divulgativo, è infatti storiografico e tecnico al tempo stesso. Si tratta di un lavoro il cui obiettivo è quello di rivisitare tutte le fasi della cinematografia italiana del periodo fascista attraverso l’evolversi politico, sociale ed economico di una nazione colta in una fase particolare della sua storia, e mediante analisi comparative con la cinematografia di alcuni altri paesi europei, in particolare la Germania e, per quanto concerne la R.S.I., la Francia sotto l’occupazione tedesca e quella di Vichy. Il testo è stato volutamente ripartito in due sezioni distinte: la prima incentrata sulla descrizione e sul divenire cronologico dell’industria e delle tipologie produttive italiane del periodo trattato e la seconda dedicata specificatamente ai criteri operativi, ai mezzi e alle innovazioni tecnologiche utilizzati per la realizzazione delle suddette opere.




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23 agosto 2010
B.Pampaloni - La storia non è un film

Titolo: La storia non è un film
AUTORE: Bruno PAMPALONI
EDITORE: SETTIMO SIGILLO
ANNO: 2009
PAG: 142
4a:Parlare di Storia, senza annoiare. Guardare un film, evitando di concedere patenti di verità, sull'onda dell'immagine che rapisce, della bella sceneggiatura, del fascinoso protagonista di turno. Un gioco ad incastro, tra Storia e rappresentazione filmica, un puzzle divertente, quello che ci propone l'Autore, con la sua "rivisita­zione" di alcuni film storici ormai diventati classici, "riletti" ben oltre la loro dimensione, parziale, di meri momenti spettacolari, e "riscritti" sulla base della verosimiglianza storica, se non proprio della Verità. La Storia, le storie, in definitiva, per come sono re­almente andate. Il tempo della propaganda cinematografica per fortuna è finito. Ci auguriamo siano venuti meno anche i vecchi tabù del determinismo storico, secondo cui il senso della Storia era quello dell'ineluttabile "progresso". In questa direzione l'Au­tore individua una prospettiva di lavoro nuova ed accattivante, tanto anticonformista, rispetto alla vulgata corrente, quanto ri­gorosa, perché attenta ai fatti, tanto innovativa, rispetto alla più tradizionale lettura critica della singola pellicola cinematografica, quanto capace di non subirne la suggestione.





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22 agosto 2010
Cesare Ferri - Una sera d'inverno

Titolo: UNA SERA D'INVERNO
AUTORE: CESARE FERRI
EDITORE: SETTIMO SIGILLO
ANNO: 2006
PAG: 157
4a: Un manifesto esistenziale e generazionale. Un romanzo, quindi, che investe direttamente coloro che, oltre ad appartenere ad una precisa fascia d'età (con l'inevitabile bagaglio di ricordi, errori, speranze, sensazioni e delusioni), hanno condiviso esperienze politiche o ideologiche. E qui, fatalmente, le rimembranze, le amarezze, i tuffi gelidi nelle onde del passato si moltiplicano e si amplificano nel presente.

Il romanzo di Cesare Ferri è, di conseguenza, una decodifica, una cartina di tornasole che cambia colore appena viene toccata da quanti hanno sperimentato lo stesso percorso di Arrigo. E leggendo delle sue vicissitudini, viene alla mente il saggio di Ernst Jiinger, // Trattato del Ribelle. Anche Arrigo, il ribelle di questa storia, si è ritirato nel bosco abbandonando la città nella quale ha lottato, sognato e rischiato la pelle.
(dalla postfazione di Andrea Bedetti)




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22 agosto 2010
Sacco e Vanzetti

 <<possono bruciare i nostri corpi,oggi..
non possono distruggere le nostre idee...
Esse rimangono per i giovani del futuro,
per i giovani come te...
...ricorda,figlio mio,
la felicita' dei giochi non tenerla tutta per te...>>
(nicola sacco)

Titolo Originale
:sacco e vanzetti
Regia: giuliano montaldo
Paese: ITALIA/FRANCIA
Anno:1971
Durata: 120
TRAMA: Alla mezzanotte del 22 agosto 1927,nel penitenziario di charlestown,vicino boston,vennero uccisi sulla sedia elettrica NICOLA SACCO E BARTOLOMEO VANZETTI,ITALIANI E ANARCHICI.Arrestati nel maggio del 1920 e ingiustamente accusati di rapina e omicidio,furono in realta' i capri espiatori di un'ondata repressiva contro il "pericolo rosso".IL PROCESSO DURO' BEN SETTE ANNI E DIVENNE QUALCOSA DI SIMBOLICO CHE NON SOLO SMOSSE LE COSCIENZE DEGLI UOMINI DELL'EPOCA,MA COME UN FANTASMA CONTINUO' AD AGITARE L'AMERICA PER DECENNI.

GIULIANO MONTALDO,ACCOMPAGNATO DALLA VIBRANTE BALLATA DI JOAN BAEZ E ENNIO MORRICONE,RESTITUISCE QUELLA VICENDA IN TUTTA LA SUA ASSURDITA' 




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21 agosto 2010
E.M. Cioran - Sillogismi dell'amarezza
Titolo: SILLOGISMI DELL'AMAREZZA
AUTORE: E.CIORAN
TRADUTTORE: CRISTINA ROGNONI
EDITORE: ADELPHI
ANNO: 1952/1993
PAG: 125

4a:
Cioran arriv
ò all'aforisma per avere «conosciu­to la paura in mezzo alle parole». Dopo aver pub­blicato quel trattato sul bordo di un precipizio che è il Sommario di decomposizione (1949), quasi sollevato da un soffio di crudele euforia incise questi fulminei «sillogismi», che stabiliscono una consequenzialità drastica fra termini che nessuna logica riuscirà mai a dominare: il vuo­to, la solitudine, l'erotismo, il suicidio, la musi­ca, la storia, il tempo. Ignorato all'inizio, come accade ai testi troppo anticipatori, questo libro divenne a poco a poco il più popolare di Cio­ran, se per popolare s'intende l'aver viaggiato, come un compagno invisibile, nelle tasche di molti lettori - e soprattutto di quei giovani su­perstiti che non hanno freddo agli occhi. E più che mai sentiamo oggi il bisogno di questa tota­le spregiudicatezza metafisica, che fa scrivere a Cioran: «Vago attraverso i giorni come una put­tana in un mondo senza marciapiedi».
Traduzione di Cristina Rognoni.



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21 agosto 2010
Nel nome del Padre


Titolo Originale:IN THE NAME OF THE FATHER
Regia: JIM SHERIDAN
Paese:Regno Unito/Irlanda
Anno: 1993
Durata: 133
TRAMA: IL PREMIO OSCAR DANIEL DAY-LEWIS NELLA SUA INTERPRETAZIONE PIU' APPASSIONANTE:LA STORIA VERA DI GERRY CONLON,UN GIOVANE IRLANDESE ACCUSATO DI FAR PARTE DELL'IRA E CONDANNATO PER STRAGE NEL 1974,ASSIEME AD ALTRE TRE PERSONE TRA CUI SUO PADRE GIUSEPPE,CHE MORIRA' IN PRIGIONE 15 ANNI DOPO.
LA STORIA DI UN CLAMOROSO ERRORE GIUDIZIARIO RACCONTATA NEI SUOI MOMENTI PIU' DRAMMATICI,ATTRAVERSO LA DENUNCIA E L'IMPEGNO CIVILE,DA UNA PARTE,E IL DOLOROSO,QUANTO MERAVIGLIOSO,RAPPORTO TRA PADRE E FIGLIO,DALL'ALTRA.
UN CAST ECCELLENTE PER UN FILM CHE SCUOTE GLI ANIMI E DA VOCE AD UN IMPORTANTE PAGINA DELLA STORIA CONTEMPORANEA.




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20 agosto 2010
Av.Vv. - Dialoghi sul presente


Titolo: Dialoghi sul presente - Alienazione,globalizzazione destra/sinistra atei devoti per un pensiero ribelle
AUTORE: A.a.v.v.
EDITORE: controcorrente
ANNO:
PAG:
4a: Si può vivere nel proprio tempo, il presente, in molti modi.
Ad esempio, appiattendosi su di esso, cercando di trame tutti i vantaggi possibili, all'insegna del carpe diem ed atteggiandosi a maestri di democrazia e diritto da dispensare al mondo intero, magari bacchettando i refrattari a colpi di bombe all'uranio impoverito; oppure con uno sguardo critico e inquieto, nella convinzione che l'Occidente, che con la globalizzazione tenta di occupare ogni angolo della terra, offra più problemi che soluzioni: l'espansione unilaterale del dominio statunitense, lo sfruttamento intensivo di risorse non rinnovabili, la perdita della biodiversità e il conseguente impoverimento della natura, l'estrema concentrazione della ricchezza in poche mani, i movimenti migratori di masse crescenti, una democrazia sempre più svuotata di contenuto e senza consenso, l'assottigliarsi, al di là della retorica ufficiale, della sfera delle nostre libertà a causa dell'uso di strumenti di controllo potenti e invasivi come Echelon. Quest'ultima è la chiave di lettura scelta dagli autori del presente volume. Provenendo da orizzonti culturali diversi, se non addirittura opposti, essi si confrontano con i temi più scottanti dell'oggi scommettendo sulla possibilità che questo dibattito non coinvolga
più singole personalità marginalizzate, ma che si riescano a creare nuove convergenze (e divergenze) fra soggetti collettivi antagonisti, superando pregiudizi ideologici che, impedendo il confronto democratico, fanno, in definitiva, il gioco di quanti sono interessati alla conservazione dello status quo. In questo senso, Dialoghi sul presente vuole essere un atto di speranza.
(dalla quarta di copertina)
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Con la sconfitta dei regimi di socialismo reale in Europa, il liberalismo occupa la scena filosofico-politica. È rispetto ad esso che si determinano gli schieramenti sia a destra – dove si è liberisti – che a sinistra, dove si è liberal-radicali e quindi liberisti raffinati. Questo è il nostro presente.

Chi, come gli autori di questo libro, non vi si riconosce, non può non denunciare il gioco delle finte contrapposizioni che servono solo a perpetuarlo e a garantire la preservazione e giustificazione di un modo di vita, la globalizzazione, basato su nuove forme di sfruttamento e di esclusione, sulla precarizzazione dell’esistenza e la distruzione del legame sociale.

Ma denunciare non basta. Occorre anche declinare in positivo il proprio discorso. Secondo de Benoist, Giaccio e Preve, per compiere il primo passo in questa direzione, è necessario che i movimenti che si dicono antagonisti si liberino da appartenenze politico-culturali ormai consunte per confrontarsi, a partire dal presente, con le sfide del terzo millennio.

http://www.controcorrentedizioni.it/dialoghi-presente-p-140.html


 




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18 agosto 2010
Bloody Sundey

                                        

Titolo Originale:Bloody Sundey
Regia:Paul Greengrass
Paese:Regno Unito/Irlanda
Anno:2002
Durata:107
Trama:Derry,Irlanda del Nord,30 gennaio 1972:durante una manifestazione per i diritti civili,i militari uccidono tredici cittadini inermi.
Bloody Sundey è la cronaca appassionata dei drammatici fatti di quella domenica che segnarono un passaggio cruciale nella storia Irlandese di questi ultimi decenni.




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Non tutto ciò che viene pubblicato all'interno di questo blog è conforme al pensiero dell'autore,tuttavia lo spirito del blog è liberare materiali di grande interesse che restano tagliati fuori dalla retorica del dominio mediatico.Autori e personalità che per il loro modo di porsi fuori dal coro vengono sistematicamente rimossi.